Font Size

Cpanel

Cenni sull'attività estrattiva della Trachite Grigia Classica di Montemerlo

L'odierna coltivazione procede "a fossa" e l'attuale piazzale di cava si trova ad una decina di metri al di sotto del piano di campagna. I fenomeni di fessurazione caratterizzano il fronte di cava e si vengono così ad identificare grossi prismi a sezione quadrilatera, la cui naturale e debole pendenza viene sfruttata nella prima fase di coltivazione con l'ausilio di piccole cariche esplosive. La successiva fase di lavorazione, attuata sempre in posto, consiste nel ridurre i grossi massi più o meno informi in blocchi squadrati. Tale operazione, facilitata dalla proprietà della trachite di tagliarsi lungo piani rettilinei ed uniformi, viene effettuata mediante semplice battitura di puntelli metallici lungo le direzioni desiderate. I blocchi squadrati passano poi in laboratorio dove vengono ridotti alle forme e dimensioni volute tramite seghe a disco e frese diamantate.

Miliari romani nel Nord Italia: materiali, provenienza, lavorazione. L'esempio dell'area veneta e friulana

Si presentano alcuni brevi brani estratti da uno studio realizzato nell'ambito del Progetto Finalizzato "Beni Culturali" (C.N.R.) dal titolo "Ceramic materials and stones in prehistoric and roman artifacts in the Veneto hinterland": esso costituisce una parte delle ricerche che sono state condotte e sono tuttora in corso di elaborazione sui materiali lapidei impiegati nella realizzazione dei miliari romani in Italia settentrionale.

Lo studio è stato condotto per la parte storica e topografica da Piergiovanna Grossi (Topografia Antica, Dip. Scienze dell'Antichità, Università degli Studi di Padova) e per la parte relativa alle analisi litologiche da Angela Zanco e dal professor Giampaolo De Vecchi (Dip. Mineralogia e Petrologia, Università degli Studi di Padova). Per la lettura completa si rimanda a "Quaderni di Archeologia del Veneto", XIX 2003.

  • "Essi infatti, nati come indicatori stradali, finirono con il perdere via via questa loro primaria funzione per acquistare un ruolo più svincolato dal sistema viario e più vicino ad una valenza propagandistica e politica".
  • "Alla luce delle analisi e delle indagini eseguite, una prima considerazione di analisi generale ci ha portato a confermare un dato già noto e constatato in precedenza. Infatti, l'osservazione della distribuzione dei materiali sul territorio ribadisce un preponderante utilizzo di materiali locali nella realizzazione dei miliari... Una particolarità inoltre riguarda la distribuzione della trachite euganea: miliari in trachite sono stati rinvenuti non solo presso Padova o presso la ben collegata e facilmente raggiungibile Altino, ma anche in provincia di Udine, lungo la via per Artegna (Concordia - Norico), in località dove ci si sarebbe aspettati un approvvigionamento dalle più vicini e accessibili cave di pietra di Verzegnis o di pietra Piasentina, piuttosto che un oneroso e difficoltoso trasporto dall'area euganea".
  • "Si intende in questa sede focalizzare l'attenzione su alcuni casi di particolare interesse per le considerazioni che hanno permesso di sviluppare. Ci si riferisce nella fattispecie a due gruppi di miliari, di Augusto in un caso, di Valentiniano II, Teodosio, Arcadio nell'altro, che sono stati riconosciuti come appartenenti a due seriazioni, provenienti ognuna da una medesima officina.
  • Nel primo caso si tratta di cinque miliari di Augusto attribuiti alla via Concordia - Norico, rinvenuti in provincia di Udine. Essi, collocati tutti da Augusto nell'anno del suo XIII consolato, presentano simili misure, il medesimo testo e sono ricavati inoltre dallo stesso materiale: trachite euganea..."
  • "Un primo dato che ci porta ad avvalorare l'ipotesi di un progetto non vincolato ad una volontà locale è la decisione di non usare le accessibili cave del cividalese o di Verzegnis per la realizzazione dei manufatti ma di ricorrere alla più lontane, ma migliori, cave euganee, affrontando in questo caso un oneroso viaggio per il trasporto dei materiali.
  • Un secondo dato a favore di tale ipotesi è che la trachite non proviene da una stessa cava: i campioni esaminati hanno permesso di riconoscere una provenienza dalle cave di Monte Alto... e dalle cave di Monte Merlo..."
  • "Anche per i miliari di Augusto sulla via Concordia - Norico, il cui formulario testimonia in effetti con sufficiente chiarezza l'iniziativa imperiale, si potrebbe a ragione pensare ad un progetto organico e statale, piuttosto che locale. Diventa allora più comprensibile la decisione di non impiegare un materiale locale, che, seppur facilmente recuperabile presentava caratteristiche meno pregiate, ma di rivolgersi alle cave euganee che, seppur meno accessibili, costituivano un bacino di approvvigionamento di pietra di buona qualità, sfruttata frequentemente anche per la realizzazione di lastricati stradali".

Approfondimenti ulteriori sul Web

Leggi su Wikipedia la voce sulla Trachite.

Sei qui: Home Trachite Grigia Approfondimenti